La modernità, la tecnologia, l'avanguardia hanno creato e diffuso mille e più comodità. Si gode di tutto, al giorno d'oggi e, specie ai giovani, non manca niente, dall'utile al superfluo. Dal cibo ai vestiti, alla scolarizzazione; dai mass media ai computer, ai cellulari. E quella che nei primi tempi è una moda da seguire e da rincorrere a tutti i costi, passato il grande boom, diviene una noiosa abitudine. E l'abitudine, si sa, genera "dolore" che sfocia in apatia, in insoddisfazione, in senso di incompletezza.
In noia per l'appunto. E' un paradosso che, in un epoca in cui si ha tutto, la noia riesca a predominare e si cerchino alternative futili e dannose. Eh già, è proprio questo che fanno i giovani e giovanissimi..tentano ogni strada per trovare vie d'uscita, vie di fuga.........e le trovano nell'alcol e/o nella droga...

Salve,
RispondiEliminami presento,sono una educatrice e una mamma, sono a contatto praticamente tutta la giornata con ragazzi adolecenti sia al lavoro che a casa.
Sia con i miei figli che con i ragazzi che seguo, mi accorgo di quanto vera sia la sua affermazione in questo post. I ragazzi d'oggi hanno tanto, troppo. Basta che facciano una richiesta, si ritrovano subito di più di quello che chiedono. Ai miei figli cerco di non far mancare niente, ma cerco anche di non dare loro cose in più, che a par mio sebrano inutili ed antieducative!! ..questo però mi crea problemi perchè loro si sentono diversi dagli altri. Cosa posso fare?..
..mentre, con i ragazzi che seguo, li vedo "felici" perchè hanno sempre le ultime novità sia riguardo l'abbigliamento, che riguardo la tecnologia e ciò che segue.. ..ma in realtà io non li vedo davvero felici, perchè mi trasmettono solamente tanta tristezza e voglia sempre di qualche cosa in più.
Penso che si dovrebbe insiaziare ad educare la società, perchè è questa che, col tempo, ha creato l'insoddisfazione generale. Ma come si puo' fare?..
E' molto bello il verbo "vedere" che hai usato Irene: io ho l'impressione che questi ragazzi si perdano perchè non sono stati visti, da troppo tempo i loro genitori non si sono accorti di loro. Vedere per me corrispondere a riconoscere l'identità dell'altro ed entrarci in relazione non per aiutare, ma per aprire alla reciprocità ed alla progettualità quotidiana. Farlo non è cosi facile, non credi? Martina Dovico
RispondiEliminaNella mia esperienza di educatrice ma soprattutto nelle situazioni di vita quotidiana vedo i miei nipoti che hanno qualsiasi cosa oggi offre la tecnologia: Wii, nintendo DS, TV in camera, cellulare. Sono oberati da queste cose perchè ovviamente i genitori lo permettono. Alla prima comunione il più grande, che oggi ha 12 anni, ha ricevuto in regalo il nintendo DS che dopo qualche mese ha abbandonato in un cassetto. Nelle prime settimane lui e sua sorella litigavano per giocare con il videogioco ed ora è nel dimenticatoio perchè sostituito da un gioco più allettante.
RispondiEliminaL'altro giorno invece, il ragazzo era andato con i genitori in un centro commerciale e aveva visto un tablet ad un prezzo stracciato... voleva comprarlo ma i genitori hanno dissentito. Il ragazzo si è arrabbiato con i genitori perchè non avevano acconsentito all'acquisto.
Quello che mi fanno capire queste situazioni è che questi spazi vuoti lasciati dai genitori, che non si accorgono dei loro figli, viene riempito da cose superflue e inutili in un certo senso. I genitori piuttosto che sentire il proprio figlio fare i capricci lo accontentano, con il rischio di chiedere sempre di più
capisco che non è bello vedere bambini che fanno i capricci per ottenere un oggetto, ma è pur vero che le tentazioni per un giovane sono tante e fare il genitore è spesso difficilissimo. Purtroppo i messaggi trasmessi indicano che l'oggetto da possedere diventa un marcatore di benessere senza il quale può solo sopraggiungere il malessere. I ragazzi sono sì spesso infelici, ma come lo sono tanti adulti, e questo è una costante della vita, togliere loro oggetti che li mettono in contatto con il loro momdo virtuale è impossibile, forse sarebbe meglio aiutarli nella scelta con un poì più di criticità.
RispondiEliminaelisabetta
ciao a tutti sono mamma di Emma ,di 14 anni e devo ammettere che con i tempi che corrono i nostri ragazzi sono costretti a stare al passo con la tecnologia e ahimè non possono fare a meno di essere un gradito sotto ai loro coetanei.Il telefonino,poi,al giorno d'oggi credo sia uno strumento fondamentale al fine di controllare i nostri giovani ragazzi,di rintracciare i loro spostamenti.
RispondiEliminaMamma Francesca.
Putroppo si è così, si cerca di dare ai figli tanto ma non ci si accorge che quel tanto è superluo!
RispondiEliminaTutto questo benessero, tutto questo mercato globale sta portando le persone, e sopratutto i ragazzi, all'isolamento. Non sanno più cosa vuol dire creare rete, ne tanto meno relazionarsi con gli altri.